I bambini sono tutti uguali

Sapevamo che non sarebbe finita in tempi brevi, e infatti.

Questa volta abbiamo una giunta a marchio Lega nella ridente Lodi, dove qualche mese fa è stata votata una legge che obbliga i residenti in Italia provenienti da altri Paesi a presentare una documentazione che attesta il possesso di beni nei luoghi di origine.
Non è una novità, capiamoci.
Tutti sono tenuti a presentare una certificazione che attesta il possesso di beni, anche all’estero, per poter rientrare nelle fasce che permettono di accedere ai servizi comunali a prezzi sociali.
Il sistema è giusto: se hai più soldi, paghi un pochino di più, se non ne hai, non è che non paghi per il servizio, ma paghi un po’ meno, in modo da potertelo permettere anche tu.

Ma cosa sta succedendo a Lodi allora?

Succede che per i cittadini italiani, per accedere al servizio, basta presentare l’ISEE, mentre per i cittadini stranieri serve un documento ufficiale del paese di origine. Ovviamente tradotto e non una traduzione qualsiasi: una traduzione giurata.

Qui arrivano le difficoltà, perché il problema non è solo la traduzione del documento (che non solo non è facile da ottenere, ma è anche a carico del cittadino, che ve lo dico a fare?), ma è che in alcuni Paesi, per esempio quelli sudamericani, è difficile se non impossibile ottenere un documento del genere.
C’è una deroga per rifugiati provenienti da Yemen e Siria (d’altronde, lo sanno tutti che lì c’è la guerra no?), mentre per gli stati africani o sudamericani zero, nada. D’altronde che problema c’è a recarsi dall’altro lato del mondo a farsi fare un documento in un paese sperduto, portarlo in Italia e pagare una traduzione giurata?

La conseguenza è che chi non presenta la documentazione richiesta viene messo d’ufficio nella fascia più alta e paga mensa e trasporto scolastico cifre che vanno spesso moltiplicate almeno per due, se non per tre.

Al momento ci sono 200 bambini che all’ora di pranzo sono costretti a tornare a casa a mangiare o vengono messi in una sala separata da quella dove mangiano i loro compagni di classe perché per motivi di igiene i cibi certificati HACCP non possono venire a contatto con i cibi non certificati.

Si crea quindi una sorta di apartheid all’ora di pranzo e ad andarci di mezzo non sono solo i bambini ma un principio base per cui gli esseri umani hanno uguali diritti a prescindere da razza, sesso, religione e censo. Una cosa che a scuola si dovrebbe imparare subito.

Noi ricordavamo una cosa del genere “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” Si tratta della nostra Costituzione, eh, mica ciccioli.

Lasciamo perdere qualunque considerazione sul razzismo insito in una legge del genere perché lo può vedere qualunque individuo dotato di un minimo di empatia e comprensione del mondo.

Ed è inutile che Salvini vada in giro a proclamare che si tratta di un provvedimento “per evitare i furbetti” perché se si voleva evitare i furbetti, allora oltre a richiedere questo documento per gli stranieri, lo si richiedeva pure agli italiani e invece, se sei italiano, la tua parola vale di più e basta che ti autocertifichi e passa la paura.

Adesso però l’importante è che questi bambini abbiano al più presto la possibilità di mangiare allo stesso tavolo dei loro compagni di classe.

E il modo più pratico è una donazione.

Il Coordinamento Uguali Doveri sta provvedendo a raccogliere quote per i pasti dei bambini che attualmente sono esclusi dal servizio per impossibilità di pagare la tariffa più alta.

Non è abbastanza (il provvedimento si applica, ad esempio, anche alla retta dell’asilo nido, purtroppo), ma è un inizio, in attesa che un Tar o una sollevazione popolare convinca la giunta della ridente giunta lodigiana a rimangiarsi il provvedimento.

Qui c’è il link in cui potete trovare tutte le informazioni.

La causale è Tutti i bambini sono uguali

Bastano 3 euro a testa.

Rispondi

Facci sapere se hai fatto una donazione, anche piccina.

SCRIVICI!