Parole d’odio, episodi di odio

[Ehilà! Guarda un po’ chi si rivede! Dove eravate finite? Da nessuna parte, sempre qui. La verità è che stavamo cercando di organizzarci in modo che questa cosa che facciamo nel tempo libero – e anche se è una goccia nell’oceano è una goccia che ci preme molto di riuscire a portare – non finisca seppellita dalle scadenze del lavoro. Cosa che poi in effetti è successa. Spoiler: non ci siamo ancora riuscite, ma faremo in modo di riuscirci.

Anche perché abbiamo diverse cose di cui raccontarvi, come ad esempio i risultati delle donazioni di giugno: ci siamo scambiati delle mail con alcune delle associazioni segnalate perché volevamo dirvi com’era andata. E amici: avete fatto cose importanti insieme. Cercheremo di raccontarvele il prima possibile.]

Dall’ultima volta che ci siamo sentiti è successo di tutto. E ognuno di questi avvenimenti non ha fatto che confermare il legame diretto, innegabile, tra le parole d’odio e i fatti, un rapporto reso visibile e tangibile sulla cartina in cui Luigi Mastrodonato ha mappato le aggressioni a sfondo razzista degli ultimi due mesi, dal giorno di insediamento del governo ad oggi.

 

Perciò bando ai preamboli e veniamo a noi:

In Migrazione è una rete di professionisti impegnati nell’accoglienza formata da counselor, psicologi, insegnanti di lingua, progettisti, ricercatori ed esperti di formazione e mediazione culturale. Si occupano di portare avanti percorsi d’aiuto verso i migranti (con particolare riferimento ai richiedenti e beneficiari di protezione internazionale) basati sul principio di valorizzare i talenti personali, le competenze professionali, nonché i patrimoni culturali e linguistici delle persone giunte nel nostro Paese.

A Buon Diritto è un’associazione che si occupa di tutti quei diritti riconosciuti dal nostro ordinamento ma non adeguatamente tutelati o il cui riconoscimento viene contrastato nei fatti. Si occupano in particolare di progetti con l’obiettivo di raggiungere risultati sul piano dell’attività normativa e degli orientamenti collettivi, con attenzione particolare all’immigrazione, al tema della privazione della libertà, del fine vita e della libertà terapeutica.

Un’ultima segnalazione che non è un’associazione: UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. UNAR è l’ufficio deputato dallo Stato a garantire il diritto alla parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, per a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità. Si occupa di monitorare cause e fenomeni connessi ad ogni tipo di discriminazione, studiare soluzioni, promuovere una cultura del rispetto e delle pari opportunità e di fornire assistenza concreta. In un momento in cui così tante figure pubbliche istituzionali e alte figure dello Stato rilasciano quotidianamente dichiarazioni apertamente xenofobe, discriminatorie e razziste, ricordiamoci che esistono anche strumenti di quello stesso Stato la cui funzione è di contrastare quelle stesse discriminazioni. Usiamoli.

E se anche voi siete parecchio disturbati da quello che sta succedendo con il rimorchiatore italiano Asso Ventotto, il post di segnalazione delle associazioni che si occupano di soccorso nel Mediterraneo è sempre attuale.

 

Come sempre, Voi Odiate, Noi Doniamo.

Per non incorrere in conseguenze legali vi invitiamo a donare a vostro nome e a comunicarci nella sezione “Contatti” la vostra donazione. Ricordatevi di inserire l’hashtag #youhatewedonate nelle note di pagamento!

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